STORIA DI UN PAESE E DELLE SUE ANOMALIE

La prima: sapete che ben dieci Ministri della Repubblica dell’attuale Governo Conte appartengono a partiti politici sconfitti all’ultima elezione? Dieci Ministeri sono stati affidati a personalità il cui partito non è risultato idoneo dal popolo per governare il Paese tanto da non ricevere voti a sufficienza. 

Avete capito bene, tutto questo in barba al primo articolo della nostra Carta Costituzionale che recita testualmente: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. 
Quindi come è stato possibile tutto questo? Con il meraviglioso “pasticcio” dell’ultima legge elettorale confezionata a dovere per non far vincere nessuno, ma per far perdere noi cittadini: parola d’ordine instabilità. 

Ecco l’elenco completo dei Ministri e la loro appartenenza politica: 

Ministero per gli affari regionali e le autonomie: Francesco Boccia (Partito Democratico) 

Ministro per il Sud e la Coesione territoriale: Giuseppe Luciano Calogero Provenzano (Partito Democratico) 

Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia: Elena Bonetti (Partito Democratico) 

Ministro per gli Affari Europei: Vincenzo Amendola (Partito Democratico) 

Ministro della Difesa: Lorenzo Guerini (Partito Democratico) 

Ministro dell’Economia e delle Finanze: Roberto Gualtieri (Partito Democratico) 

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali: Teresa Bellanova (Partito Democratico) 

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: Paola De Micheli (Partito Democratico) 

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Dario Franceschini (Partito Democratico) 

Ministero della Salute: Roberto Speranza (eletto nel 2013 deputato nel gruppo del Partito Democratico e nel 2017 fonda Articolo Uno – Mdp)

La seconda: le alleanze (“l’inciucio” italico). 

Vi ricordate le piazze affollate ai VaffaDay di Grillo & C.? 
Quelle piazze che bramavano la sovranità al popolo e l’onestà della classe dirigente? Miseramente barattate in cambio di poltrone. 
Il secondo Governo Conte nasce infatti dal rimpasto del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico. 
Rinnegata quindi la piazza e i suoi ideali, vanificato l’impegno di attivisti ed il voto dell’elettorato, che vedeva nel Movimento 5 stelle l’unica risposta concreta alla casta arrogante ben lontana dai reali bisogni dei cittadini. Pur di rimanere al Governo i pentastellati si pronano al cospetto del vecchio sistema accettando di assegnare i Ministeri più determinati della vita socio – economica del paese al Pd che tanto hanno combattuto e aspramente criticato. 
La sovranità NON appartiene al popolo!!! 

La terza anomalia: Presidente del Consiglio non eletto. 

Giuseppe Conte non è stato eletto, non è neanche un leader e tantomeno un politico, è solamente un drammatico punto di sutura tra il vecchio establishment e i pentastellati, ormai privi di identità e voce. 
La quarantena è stata caratterizzata dalle molteplici incursioni televisive del Premier a qualsiasi ora, parlando per decine di minuti e lasciandoci ogni volta ancor più sgomenti e confusi in attesa della pubblicazione ufficiale dell’ultimo suo Dpcm. 
Conte ha gestito l’emergenza COVID19 a suon di “Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri”, in completa autonomia decisionale. 
Il Parlamento è svuotato di ogni sua funzione e il Paese immobilizzato per legge

Questa non è una considerazione politica, è il triste racconto degli ultimi mesi di vita di un Paese meraviglioso che non riesce per l’ennesima volta a riconoscersi nella propria classe dirigente e si ritrova ad affrontare, abbandonato a se stesso una delle peggiori crisi economiche sociali e sanitarie che la sua storia ricordi.

Jessica Gaudenzi

 

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