Il manifesto

Nuova Italia Libera punta a riportare l’Italia ad avere un ruolo centrale in Europa e nel Mondo, attraverso l’esercizio della sovranità nazionale.

La crisi sanitaria del Covid-19 ha mostrato ancora una volta l’incapacità dell’Unione Europea di mostrarsi compatta nel trovare strategie condivise e l’egoismo dei principali Stati membri (Germania e Francia) pronti a sostenere lo stato sociale e l’economia nazionale, mentre l’Italia si mostra sempre più debole ed isolata. In questo clima di guerra, dove vige un vero e proprio coprifuoco, la nostra amata Patria rischia di essere indebolita al punto di cedere definitivamente alla speculazione finanziaria e di perdere i suoi asset principali, con un aumento della povertà delle famiglie e l’estinzione di piccole e medie imprese al momento non ancora calcolabile.

Nuova Italia Libera è un movimento politico nato spontaneamente dopo le dichiarazioni del governatore della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che prima ha escluso interventi di sostegno alle economie nazionali (quando si trattava soltanto dell’Italia) e poi ha adottato misure straordinarie (nel memento in cui i principali Stati UE hanno dovuto affrontare l’epidemia).

Nuova Italia Libera punta a riportare l’Italia ad avere un ruolo centrale in Europa e nel Mondo, attraverso l’esercizio della sovranità nazionale nell’ottica di una corretta e leale collaborazione con i partner del G8. A tal fine il movimento si avvale della collaborazione di esperti e professionisti affermati per realizzare una rivoluzione culturale che porti alla riscoperta di un senso di appartenenza alla nazione ed all’orgoglio di essere parte di una comunità di donne ed uomini con straordinarie esperienze e competenze da mettere a disposizione per il bene comune.

In vista dell’elaborazione di un programma politico di Nuova Italia Libera che analizzi ed individui le soluzioni per le principali questioni mai risolte dalla classe politica degli ultimi trent’anni, sono indicati di seguito i principali punti per i quali si chiede l’adesione e l’attiva partecipazione al movimento.

1) LIBERI DALL’EUROPA.
Il fallimento dell’Unione Europea è evidente e le parole profetiche di Alcide De Gasperi descrivono l’attuale situazione in cui «questa attività europea appaia, al confronto della vitalità nazionale particolare, senza calore, senza vita ideale potrebbe anche apparire ad un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva quale appare in certi periodi del suo declino il Sacro Romano Impero» (discorso all’Assemblea del consiglio d’Europa: 10 dicembre 1951). E’ necessario riprogettare la collaborazione tra gli Stati del continente europeo su altre basi, ponendosi l’obiettivo di una federazione che porti agli Stati uniti d’Europa, lasciando ampio margine di manovra alla sovranità nazionale in ambito economico, fiscale e monetario. In assenza di adesione al nuovo progetto i rapporti saranno bilaterali, privilegiando la collaborazione con i paesi del Mediterraneo.
2) LIBERI DALL’EURO.
I dati macroeconomici relativi alla produzione industriale mostrano che con l’entrata nella moneta unica l’Italia ha perso competitività a vantaggio, in particolare, della Germania. La sede di Francoforte della BCE è la dimostrazione della dominanza monetaria dei tedeschi che ha impedito al nostro Paese, anche a causa dei vincoli di bilancio ed al Fiscal Compact, di investire in infrastrutture e sostenere l’economia nella lunga crisi che perdura dal 2008. E’ necessario introdurre una nuova moneta nazionale che consenta di esercitare nuovamente le politiche macroeconomiche svolte nel novecento, attraverso una banca nazionale pubblica.
3) LIBERI DALL’AUSTERITA’.
I vincoli di bilancio imposti allo Stato centrale ed agli enti territoriali hanno impedito investimenti pubblici e, conseguentemente, indebolito la capacità imprenditoriale nel nostro Paese. Le politiche dei «conticini» adottate con ogni manovra di bilancio devono essere abbandonate. È necessario innanzi tutto cancellare dalla Costituzione repubblicana la previsione del pareggio di bilancio, imposta dal Fiscal Compact nel 2012. Lo Stato deve mettersi a sostegno dell’economia di mercato e, come prevede sempre la carta costituzionale, riservarsi determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
4) LIBERI DALLA DENATALITA’.
Nel 2019 l’Italia ha proseguito il crollo dell’indice di fertilità a 1,29, con investimenti del bilancio pari al 5,8% per la famiglia, contro il 60% di spesa per pensioni. L’attenzione alle politiche di genere ha fatto completamente mettere da parte interventi strutturali in favore della società naturale per eccellenza (così viene definita la famiglia nell’art. 29 della Costituzione). È necessario garantire un sostegno pubblico di maternità e paternità come avviene in altri paesi europei nonché sostenere la conciliazione famiglia-lavoro dei coniugi attraverso nuove regole sull’occupazione. Occorre inoltre riformare il sistema degli affidi e delle adozioni per renderlo più efficiente e trasparente.
5) LIBERI DALL’IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA.
La questione dell’immigrazione dai paesi poveri di Africa ed Asia non può essere risolta né con lo slogan dei porti chiusi né offrendo ad organizzazioni nazionali od internazionali occasioni di lucro sulle spalle di coloro che lasciano la propria terra per cercare migliori condizioni di vita. È necessario rafforzare il ruolo dell’Italia nella cooperazione allo sviluppo con i Governi locali per favorire processi di integrazione controllata, al fine di restituire ai paesi partner know-how e mezzi per ridurre i flussi migratori. Per la gestione dei profughi richiedenti asilo l’Italia chiederà il superamento della convenzione di Dublino del 1990 realizzando corridoi umanitari, in collaborazione con gli Stati europei disponibili ad una politica di rigorosa accoglienza.
6) LIBERI DAL PRECARIATO.
Le riforme del lavoro degli ultimi trent’anni hanno ridotto le tutele per i lavoratori e le più recenti iniziative (come il reddito di cittadinanza) non incentivano l’occupazione. I dati ISTAT confermano gli elevati divari con gli altri Stati UE, con un gap sul tasso di occupazione che ha superato il 10%. Nel 2018 i licenziamenti nei contratti a tempo indeterminato hanno raggiunto le 579 mila unità, con il ricollocamento immediato soltanto di un terzo dei lavoratori. È necessario intervenire con politiche efficaci di qualificazione dei lavori che rendano conveniente l’assunzione a tempo indeterminato, con un costo superiore dei contratti cd. flessibili. Deve essere inoltre superata l’ipocrisia delle partite iva usate come schermo di collaborazioni stabili col datore di lavoro.
7) LIBERI DALL’ INCOMPETENZA.
L’istruzione e la ricerca sono un asset strategico per il nostro Paese che vanta esperti e ricercatori di fama mondiale (dal settore medico a quello astronautico). Le continue riforme della scuola non hanno portato risultati utili per garantire alle nuove generazioni di possedere conoscenze adeguate per affrontare un futuro incerto. È necessario abolire il costoso ed autoreferenziale sistema INVALSI e finanziare la didattica, offrendo strumenti adeguati per realizzare il compito educativo. Nell’università e nella ricerca devono essere introdotti metodi nuovi per garantire la meritocrazia e favorire il finanziamento di progetti validi che hanno un impatto sociale ed economico. Occorre favorire un parternariato con il mercato che preservi l’indipendenza e l’obiettività della ricerca scientifica.
8) LIBERI DALL’INGIUSTIZIA.
Negli ultimi trent’anni la Giustizia è stata sempre tema di dibattito a seguito di vicende personali della classe politica (Berlusconi, Renzi, Salvini, etc.). L’autonomia della magistratura innanzi tutto si preserva dalla incompatibilità del magistrato di accedere alla carriera politica. È necessario introdurre nella giustizia un sistema di misurazione della performance di inquirenti e giudicanti a garanzia della correttezza del processo. Nel diritto penale bisogna salvaguardare il principio di presunzione d’innocenza sanzionando fughe di notizie ed allo stesso tempo la pena deve essere effettiva (siamo strenui sostenitori del principio della certezza della pena), con una complessiva revisione dei riti semplificati e delle misure alternative alla detenzione. Occorre investire nella costruzione ed adeguamento delle carceri garantendo migliori condizioni a condannati e polizia penitenziaria. Nel diritto civile ed amministrativo mediante un rafforzamento temporaneo dei ruoli è necessario smaltire i giudizi pregressi riformando e semplificando il processo confrontandosi con l’avvocatura per individuare le migliori soluzioni.
9) LIBERI DALLA MALASANITA’.
La sanità pubblica è stata progressivamente smantellata negli ultimi trent’anni, come tutto il welfare. Pur rappresentando la principale materia di competenza delle regioni, impegnando gran parte del bilancio, la classe politica si è mostrata inadeguata a garantire il diritto alla salute. E ciò senza considerare i numerosi scandali. È necessario centralizzare la gestione della sanità pubblica rendendo le regioni soggetti attuatori delle politiche nazionali in modo da eliminare le sperequazioni esistenti sul territorio nazionale. Le aziende sanitarie devono essere affidate a manager pubblici qualificati ed indipendenti capaci di gestire il personale sanitario ed amministrativo. Occorre inoltre che i farmaci vengano somministrati per le effettive esigenze e nelle quantità necessarie senza favorire le industrie farmaceutiche.
10) LIBERI DALLA DISINFORMAZIONE.
L’informazione pubblica è nelle mani della politica, quella privata di gruppi economici. In tale contesto non è semplice garantire ai cittadini di formarsi una opinione consapevole sui fatti che accadono. Al pari delle altre professioni strategiche (magistrati, insegnanti, medici, etc.) è necessario intervenire per garantire la necessaria indipendenza per il giornalismo. Il sistema televisivo va riformato privilegiando il servizio pubblico offerto dalla RAI. Il sostegno pubblico all’editoria deve necessariamente essere revisionato per evitare speculazioni o rendite di posizione. Ferma la libertà di espressione occorre che l’affidabilità di siti web e pagine dei social network riguardo la ricostruzione dei fatti narrati sia certificata. Va valutato l’esproprio dei nuovi canali di comunicazione per evitare di essere soggetti alle valutazioni del privato in ordine alla presenza od ai contenuti pubblicati.

COSA VOGLIAMO FARE
Vogliamo riprendere gli spazi sottratti agli italiani onesti da politici e burocrati incompetenti o corrotti sostituendoli con una classe dirigente credibile per restituire dignità al popolo italiano liberandolo innanzi tutto da questa Unione Europea e dall’Euro che hanno impoverito famiglie e imprese. L’Italia deve tornare a crescere ed avere un ruolo centrale nel contesto internazionale. Vogliamo liberare il nostro paese dalla schiavitù di strutture burocratiche oppressive e da un’economia finanziaria, dove l’essere umano è trattato come merce di consumo. Nuova Italia Libera vuole promuovere un nuovo umanesimo dove l’individuo possa tornare attore protagonista di una storia, conciliando tradizione ed innovazione, interessi privati e bene comune, etica ed economia.